BLACK SABBATH - THE DIO YEARS
Può un incontro
"commemorativo" della fu grandezza (i periodi agli inizi del
1980 e nel 1991) essere il fulcro per una rinnovata creatività e vita?
A quanto parrebbe si. Con la scusa di dover fornire al popolo sabbathiano
una raccolta esaustiva del periodo con Dio alla voce, Iommi e il folletto
americano hanno messo insieme la loro creatività e hanno sfornato 3
pezzi inediti (e dal valore indiscutibile!). Partiamo con ordine.
Il disco è composto da 16 tracce (di cui 3 inedite, come detto) e ripercorre
i tre dischi in studio, più uno live, dell'era Ronnie James Dio. Grande
presenza per il superbo Heaven and Hell rappresentato (e bene)
dalla veloce Neon Knights, dalla cadenzata (e bass-driven) Lady Evil,
la monumentale Heaven and Hell, Die Young e, per finire in grandezza,
Lonely is the Word (una delle più belle tracce, in assoluto, scritte
da Iommi, n.d.A.). Seguono la stradaiola The Mob Rules, Turn Up the
Night e Voodoo e la potente Falling off the edge of the world per il
periodo di Mob Rules (incredibilmente manca The Sign of The Southern
Cross... pecca veramente incredibile). Live Evil
viene omaggiato con Children of the Sea (proveniente sempre da quel
capolavoro di Heaven and Hell). Del nuovo e "duro" Dehumanizer
sono presenti After All (the Dead), TV Crimes
e I.
Ma è dalla traccia numero 14 alle 16 che il cuore incomincia a sobbalzare,
che si vede, in nuce, la grandeur che fu e che sarà. Tre brani, nuovi,
possenti e in pieno Sabbath-style a firma Iommi-Dio-Butler.
Il primo è The Devil Cried, con il suo riff maestoso e potente
ma, al contempo, con una vena melodica che lo trasforma in un pezzo
classico. La bellezza di questo brano è che in un niente ti riporta
indietro con la memoria, pur affondando le sue radici nel presente (le
tonalità di Dio sono mutate, la saggezza lo porta ad evitare certi
istrionismi che prima gli erano concessi, visto che era/è benedetto
da una voce grandiosa ed espressiva).
Il doom made in Sabbath esce subito dopo, con Shadow of the wind.
Le sonorità che sono nelle corde, e nelle dita, di Iommi, riprendono
immediatamente vigore in un pezzo lento, claustrofobico (ben supportato
da un Appice che, pur non avendo mai brillato per tecnica eccelsa, ha
sempre contribuito con la sua pesantezza di tocco) ma con un gusto epico
fornito dalla voce evocativa di Dio. La canzone non è particolarmente
complicata, strutturandosi su pochissimi riff (come da lezione Heaven
and Hell, per intenderci) e avendo un trademark lineare. Il mid-tempo
imperioso fornito da Iommi (ben supportato da Butler) è fresco e vintage
allo stesso tempo, perciò, senza incorrere nel classicismo... tipicamente
Black Sabbath.
L'ultima traccia è Ear in the Wall. Il brano è ritmato (Butler
sugli scudi, menzione speciale a questo fenomenale bassista... quanti
musicisti hanno imparato da lui! N.d.A.) e piace sentire come i Nostri
riescono a creare un ottimo brano veloce e groovy (si vedano, per citare
due brani provenienti dall'inizio del 1980, l'immortale Neon Knights
e la scorbutica Mob Rules). Lo stato di forma del quartetto è decisamente
ai massimi livelli, riuscendo a convincere per tutto il brano con una
prova nerboruta e avvincente.
Il valore storico di questa raccolta è indubbio, ripercorre una delle
tappe più belle (seppur controverse per i puristi del primo periodo,
n.d.A.) della storia dei Black Sabbath; ma ha un valore ancora superiore
perchè si pone come base per la rinascita di una delle band che ha
dato più soddisfazioni ai suoi fans. Il nome cambia (Heaven&Hell),
ma la sostanza, e che sostanza, è sempre la stessa fornita dal mancino
di Birmingham e dal folletto americano. In altre parole, i Black Sabbath
stanno tornando.
Lineup:
Ronnie James Dio - voce
Tony Iommi - chitarra
Geezer Butler - basso
Vinny Appice - batteria (dalla traccia 6 alla traccia 16)
Bill Ward - batteria (dalla traccia 1 alla traccia 5)
Geoff Nicholls - tastiere (dalla traccia 1 alla traccia 13)
Tracklist:
Neon Knights (Heaven and Hell)
Lady Evil (Heaven and Hell)
Heaven and Hell (Heaven and Hell)
Die Young (Heaven and Hell)
Lonely is the Word (Heaven and Hell)
The Mob Rules (Mob Rules)
Turn Up the Night (Mob Rules)
Voodoo (Mob Rules)
Falling Off the Edge of the World (Mob Rules)
After All (the Dead) (Dehumanizer)
TV Crimes (Dehumanizer)
I (Dehumanizer)
Children of the Sea (Live Evil)
The Devil Cried*
Shadow of the Wind*
Ear in the Wall*
daniele
ha scritto:
| I tre brani inediti non sono affatto male. Shadow of the wind, molto interessante con il break centrale arpeggiato che dono freschezza alla canzone. Ear in the wall, veloce e ritmata, è una song che da una carica incredibile. The Devil cried la più debole del lotto, supportata da riff monolitici, la canzone rimane statica e alla lunga stanca. |
Nesci
ha scritto:
| Si effettivamente sigfrido, hai ragione: brani buoni ma certo non dei capolavori. Comunque io nutro forti speranze nella reunion con Dio. Non mi aspetto certo l'uscita di una perla del peso di Heaven And Hell o di Mob Rules, però anche un album della caratura di Dehumanizer non mi dispiacerebbe affatto! |
sigfrido
ha scritto:
|
Sono felice del fatto che Iommi si sia finalmente deciso ad accantonare l'idea (ammesso che l'abbia mai avuta) di un nuovo disco con Ozzy(che si aspetta da 10 anni). La reunion con Dio e Appice credo invece che possa dare ancora frutti sebbene i tre inediti presenti su questa (ottima) raccolta non facciano certo gridare al miracolo. Brani discreti (soprattutto "Devil Cried" mentre non mi dice molto "Shadow..") ma niente di così trascendentale. |
Nesci
ha scritto:
| Eh si.. Quando seppi che erano uscite tre tracce inedite mi fiondai subito in negozio a comprare il disco. Speriamo che davvero siano il prologo di un nuovo grande ritorno dei Sabbath. Ma il famoso album che dovrebbe uscire nel 2009? Ormai siamo alle porte! SSSuperbi SSSabbath!! |
