A seguito del nuovo album Down to Earth, il primo con l'ex Suicidal Tendecies (ora nei Metallica) Robert Trujillo come bassista e l'ex Faith No More Mike Bordin come batterista, il vecchio Ozzy si imbarca in tour che vede nella celebrazione giapponese il fiore all'occhiello. Il Sol Levante è sempre stata metà ambiziosa e quanto mai riverita da tutti i musicisti del vecchio/nuovo continente e molti, in un momento o l'altro della loro carriera, hanno messo su nastro/vinile/Cd/DVD la loro esibizione nella terra dei samurai - si ricordano i Deep Purple con il magistrale Live in Japan, uno dei migliori dischi dal vivo mai usciti-. Ozzy si presenta con la formazione al gran completo, e un Zakk Wylde nuovamente abile ed arruolato dopo un periodo speso interamente con i propri Black Label Society (che lo aveva rinunciare al suo ruolo di songwriter per il succitato Down To Earth), a Budokan. La scaletta è quanto di più vicino ad un best of si possa immaginare e, per l'occasione, il concerto viene registrato per trarne un video e un Cd live (oggetto della presente recensione, il DVD verrà analizzato a parte, N.d.A.).
Dall'iniziale e veloce I Don't Know (dal primo, e conosciuto, album) alla conclusiva Paranoid, si sente una band rodata e potente, molto metal - la sezione ritmica non lascia scampo, con un Bordin che picchia come un macellaio e Trujillo che fornisce legna per le fiamme di Wylde) e con un Ozzy che canta abbastanza bene.
Tre i pezzi provenienti dall'ultima fatica in studio (That i Never Had, Junkie e Gets Me Through) e lo spostamento verso i lidi propriamente metal è palese. I riff di Wylde, seppur non siano stati generati dalle sue dita, sono moderni e mordaci e Ozzy più che cantare spesso cantilena sopra le strutture fornite dai 3 fidi sparring-partner.
Believer è la chicca proveniente da un ben poco rappresentato Diary of a Madman, un buon brano con un accento melodico e positivista che piace. A parte le ovvie esclusioni di The Ultimate Sin (persino Shot in the Dark è stata eliminata dalla setlist a causa dei problemi di royalties), Ozzmosis (album che Ozzy stesso ha definito "painful" da registrare) e No Rest for the Wicked... l'album maggiormente rappresentato è quello di debutto, omaggiato, oltre all'iniziale I Don't Know, con Mr. Crowley e Crazy Train (una versione devastante questa del live at Budokan. Wylde fa veramente fuoco e fiamme con la sua Gibson, N.d.A.). Ma è No More Tears a fregiarsi dell'album più presente con ben 4 canzoni. Se la title-track (con Trujillo a suonare le parti di Inez con buona convinzione) è il solito momento altissimo con il suo andamento heavy, lo stacco sinfonico e poi l'assolo di Wylde, I Don't Want to Change the World spicca per carisma e ruvidità. Altre note di merito vanno ad una encomiabile versione di Road To Nowhere, capace di mettere le lacrime, e Mama, I'm Coming Home, altro brano cardine e momento di cullante malinconia.
Dal paradossalmente meno riuscito Bark at the Moon (il confronto, ovvio, va fatto con i masterpiece presenti in questo disco dal vivo... anche se risulta ancora molto godibile rispetto al penultimo Down to Earth) viene tratta a title-track, resa al pubblico giapponese in maniera vibrante e heavy. Se già nel disco d'origine Jake E. Lee aveva fornito un buon groove alla canzone, facendola risultare ruspante e e dal buon retrogusto (passatemi la terminologia da enoteca, N.d.A.) hard'n'heavy, il trattamento Wylde assicura un aumento d'ottani non discutibile.
La chiusura non poteva che essere riservata ad una canzone simbolo di un'epoca, i seventies... e già qua si può capire che non stiamo parlando della carriera solista del buon Ozzy. Paranoid si pone come gioiello della corona, il momento che tutti aspettano all'interno di un concerto di Ozzy solista o dei Black Sabbath. Il trittico Wylde/Bordin/Trujillo non è sicuramente paragonabile, almeno come prestigio, ai tre di Birmingham, ma la qualità tecnica, l'entusiasmo e la precisione con cui ci donano Paranoid è vibrante. Le linee sporche e ruggenti di Iommi vengono riprese da Zakk con il suo stile e trasformano Paranoid in un misto fra la versione del riff-maker inglese, le velocizzazioni fornite gentilmente dal compianto Randy e gli aggiornamenti e la sensibilità del barbuto del New Jersey. Bordin e Trujillo forniscono una base solida su cui suonare e Ozzy canta come può, quanto può e con tutta la passione che può (ma la voce dei bei tempi...N.d.A.). Il vero problema di un pezzo come Paranoid, cantato dall'Ozzy targato XX secolo, è che nessuno (e dire nessuno è poco, N.d.A.) ascolta realmente quello che il Madman sta cantando, ma sente la canzone che ha nella testa, la versione dell'album Paranoid dei seventies. Gli errori di Osbourne, le stonature, il non arrivarci passa in secondo piano rispetto alla caratura di una canzone (seppur, come già detto, non la migliore dell'omonimo album) che è sempre più un momento storico della musica, un patrimonio di qualsiasi musicista.
Un ottimo live, con Ozzy in buona forma vocale (si sentirà di peggio nell'immediato futuro, N.d.A.), molto più granitico e heavy-metal di Live and Loud ma decisamente un ottimo album dal vivo.
Line up:
Ozzy Osbourne - vocals
Zakk Wylde - Guitar
Robert Trujillo - Bass
Mike Bordin - drums
John Sinclair - Keyboards
Tracklist:
"I Don't Know" (Ozzy Osbourne, Randy Rhoads, Bob Daisley) - 5:51
"That I Never Had" (Osbourne, Joe Holmes, Robert Trujillo, Marti Frederiksen) - 4:12
"Believer" (Osbourne, Rhoads, Daisley, Lee Kerslake) - 4:56
"Junkie" (Osbourne, Holmes, Trujillo, Frederiksen) - 4:16
"Mr. Crowley" (Osbourne, Rhoads, Daisley) - 6:44
"Gets Me Through" (Osbourne, Tim Palmer) - 4:15
"No More Tears" (Osbourne, Zakk Wylde, Mike Inez, Randy Castillo, John Purdell) - 7:13
"I Don't Want to Change the World" (Osbourne, Wylde, Castillo, Lemmy) - 4:14
"Road to Nowhere" (Osbourne, Wylde, Castillo) - 5:52
"Crazy Train" (Osbourne, Rhoads, Daisley) - 5:56
"Mama, I'm Coming Home" (Osbourne, Wylde, Lemmy) - 4:37
"Bark at the Moon" (Osbourne) - 4:29
"Paranoid" (Osbourne, Tony Iommi, Geezer Butler, Bill Ward) - 3:49
vez
ha scritto:
| Io preferisco di gran lunga Live & Loud con un certo Randy Castillo dietro le pelli...(r.i.p) |
Nesci
ha scritto:
| Neanche a me questo live piace più di tanto... Un tempo lo adoravo, quando acquistai il dvd, agli albori del mio ingresso nella scena musicale rock e metal.. Riascoltandolo col senno di poi, ovvero a paragone di Tribute e Live & Loud, beh, mi sembra non reggere assolutamente il confronto. Soprattutto è la prestazione di Ozzy, che canta sì decentemente, ma nulla di più... Comunque, mi piacciono abbastanza le versioni di No More Tears e Road To Nowhere. |
sigfrido
ha scritto:
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Questo live non mi ha mai particolarmente convinto: sarà il fatto che segue un album discreto ma niente più ("Down To Earth")saranno le sonorità metal e moderne, sarà la prestazione di Ozzy (che se ne dica è decisamente giù)comunque rimane un live discreto, ma nulla di trascendentale. E' il terzo live in ordine cronologico e anche qualitativo di Ozzy (dopo "Tribute" e "Live And Loud"). Molto bella "Mama I'm Coming Home"(canzone bella comunque)e "Bark At The Moon". |
