Nel 1994 Roberto Ruggeri per il magazine "RARO!", intervistò Geezer Butler e Tony Iommi dei Black Sabbath!!!
Il ricordo di quei giorni è ancora vivo nella mia mente. Erano "quei favolosi anni" Settanta quando a sancire la fine di un concerto non era il rintocco della mezzanotte. Tutti tornavamo dal Palasport dell' EUR, (luogo romano dove, nel bene e nel male , si tenevano e ancora si tengono i concerti rock anche se oggi la denominazione è cambiata in Palaeur, quasi a voler cancellare, con un nome, la funzione sportiva per la quale era nato), stanchi ma felici con le orecchie dolenti per la potenza dei watt. Erano i tempi dei lacrimogeni, delle raffiche di mitra e dei sassi, ma era anche quell'incredibile e fortunato periodo musicale che ha visto i più importanti gruppi rock esibirsi nel nostro Paese. Una scena musicale e non solo, in pieno fermento. La spola era tra quel famigerato posto, rimasto tale, e il Teatro Brancaccio o il Piper e i gruppi, solo per citarne alcuni, erano i Colosseum, gli Humble Pie, gli Atomic Rooster, gli Amazing Blondel e i Black Sabbath, unici esponenti di un suono dark che si affacciava allora all'orizzonte. Ricordo il Palasport pieno zeppo e loro lì come per incanto a presentare canzoni che conoscevamo tutti ma non dal vivo. La band era al meglio e le canzoni erano quelle dei primi due album ("Paranoid" era uscito da poco), il rock era duro, travolgente e l'atmosfera carica di mistero. Con questo ricordo mi preparo ad intervistare due dei protagonisti di quella notte: Tony lommy e Geezer Butler, ultimi reduci di una band rimasta abbastanza fedele a se stessa. E' lo stesso Butler che inizia a parlare rompendo il ghiaccio di una mattina freddissima, rispondendo alla mia curiosità per le loro esperienze antecedenti la fatidica formazione.
G.B: "Prima di incontrarci, io suonavo in un gruppo chiamato Mythology e la musica che suonavamo era prevalentemente Rhythm & Blues ma non abbiamo mai inciso nulla. In seguito grazie ad amici comuni, ci trovammo tutti insieme e il gruppo era fatto. All'inizio la musica era ancora R&B. Registrammo anche un demo ma non venne mai pubblicato".
A questo punto interviene Tony lommi e le risposte si intrecciano, si sovrappongono e mi rendo conto che il loro affiatamento è totale, basta uno sguardo divertito e la risposta salta da una bocca all'altra.
T.I: "Perché Black Sabbath? Buttammo giù una lista di nove nomi e questo era l'unico che andava bene a tutti e poi era anche il titolo della prima canzone che avevamo scritto".
Il vostro primo album è stato l'inizio per la musica dark...
Si, più o meno (risata )
Credi che in quel periodo la Vertigo vi abbia promosso al meglio ?
Penso che tutto lo staff dell'etichetta abbia svolto un ottimo lavoro, non solo per noi che eravamo il secondo gruppo per importanza. No, non abbiamo mai avuto contatti con altri gruppi della stessa etichetta, non abbiamo mai suonato con altri. Eravamo troppo impegnati a creare un suono nostro, nuovi pezzi robusti e incisivi. Credo comunque che tutti i gruppi Vertigo abbiamo influenzato molto la scena rock di quegli anni. Era buona musica!
Com'era la scena rock inglese in quel periodo?
C'era molta più individualità, più energie, più idee. La musica era più differenziata. Ognuno voleva avere il suo stile ed essere il primo in classifica con un "sound" riconoscibile. Oggi la media si è livellata, è tutto più piatto. Il rock di quei tempi era più genuino, Hendrix aveva aperto nuove strade, altre direzioni influenzando in maniera incredibile la maggior parte dei musicisti. Il disco in quei giorni era il traguardo di una ricerca musicale, oggi sembra essere il punto di partenza.
Eravate più famosi in patria o all'estero?
Difficile rispondere...in Inghilterra eravamo molto famosi, poi è stata la volta degli Stati Uniti per tornare di nuovo in Europa dove abbiamo avuto molto successo in Germania e qui da voi in Italia. Qui il pubblico era fantastico, ci seguiva in modo incredibile!
Tutte le nuove band oggi hanno una promozione maggiore di quella di un tempo e appena esce un disco, viene accompagnato da picture disc, shaped, interviste ed altro. Credi che la vostra casa discografica vi tratti nello stesso modo?
Intendi ora, immagino...beh, credo che siamo in giro da troppo tempo cosi quando esce un nostro nuovo disco, è rivolto principalmente ai nostri fans e loro ci seguono da cosi tanto tempo che non c'è bisogno di tutto il resto. Se poi il disco vende più del previsto ...tanto meglio!
I Black Sabbath sono stati tra i primi ad introdurre "mostri" nella musica. Cosa pensate di quei gruppi che, come voi vent'anni fa, usano disegni "mostruosi" per conquistarsi i favori del pubblico?
Ognuno ha bisogno di essere riconoscibile, di un lago che identifichi la natura del gruppo o della musica al di là di qualunque moda. Quando è uscito questo disco (n.d.a. - indica la copertina del numero 12 di RARO! dove era apparso il servizio su di loro, il mostro riportato in copertina era stato ripreso dall'album " Born again" del 1983), abbiamo avuto tantissimi problemi per una buona promozione: nessuno voleva averne niente a che fare. Pensa che in America gli Evangelisti si sono scagliati contro di noi e non è stato facile imporre l'album all'attenzione degli addetti ai lavori.
Negli ultimi lavori avete cambiato le liriche delle canzoni passando da temi epico-allegorici a temi più vicini all'attualità. E' stata una scelta maturata col tempo, o...
E' vero, i testi delle nostre canzoni si sono spostati su temi più attuali, ma è tutta colpa di Tony...(risata generale)! A parte gli scherzi, è vero, i testi li ha scritti Tony e noi li condividiamo in pieno, credo rispecchiano i tempi che stiamo vivendo.
Qual'è il motivo per cui Osbourne non è più con voi?
Insieme abbiamo percorso tutta la strada possibile, poi ognuno ha fatto le sue scelte, noi volevamo continuare in questa direzione.
Molti gruppi oggi suonano un genere molto vicino al vostro, tornando indietro di oltre vent'anni, cosa ne pensate?
E' un mondo libero, no?!
Così, dopo circa un'ora di chiacchiere, ci alziamo per un altro cappuccino prima dei saluti.
In quegli ultimi minuti, ho il tempo di sapere che ritengono che i dischi falsi (dischi falsi, no i bootleg - nda) siano uno dei tanti disastri di questa vergognosa situazione discografica ma pare che nessuno possa farci nulla; che i computer non hanno cambiato il loro modo di suonare e fare musica ; che ci sono troppi supporti sonori ma che la tecnologia sembra inghiottire tutto cosi velocemente; che Butler colleziona autografi di personaggi famosi mentre lommi colleziona comics e giocattoli antichi e che i Black Sabbath, quelli originali di "Paranoid" non si riformeranno più... "troppi negoziati per raggiungere un nuovo accordo lavorativo. Impossibile ricreare quell'atmosfera".
E' vero, quella atmosfera è impossibile da ricreare.
Cosi, con un pò di sacrosanta nostalgia, torno a casa e metto sul piatto i Black Sabbath.
Fuori è una notte buia e tempestosa.
