Intervista a Ronnie James Dio realizzata da Angelo Mora per il magazine "Metal Hammer" di Novembre 2007.
Heaven and Hell : IL DIAVOLO E L'ACQUA SANTA
Mentre scriviamo queste righe, gii Heaven And Hell si apprestano a suonare le ultime date del loro tour inglese, previsto dal 4 al 18 Novembre. Dopodiché calerà il sipario su quello che è stato, con buona probabilità, l'evento più eclatante per la scena hard'n'heavy mondiale. I Black Sabbath di 'Heaven And Hell', The Mob Rules' e '
Dehumanizer', ovvero Ronnie James Dio, Tony lommi e Geezer Butler (più il batterista Vin-ny Apice), riuniti a quattordici anni di distanza dall'ultima volta. Il resto lo sapete già, visto che negli scorsi mesi vi abbiamo puntualmente aggiornato sull'evoluzione di questa eccitante avventura. La corsa degli Heaven And Hell è cominciata da Vancouver, in Canada, lo scorso 11 Marzo, e terminerà a Bournemouth, nel sud dell'Inghilterra, questo mese. In mezzo, tanti concerti da ricordare: per noi italiani, soprattutto quello di domenica 3 Giugno che li ha visti headliner sul palco del Gods Of Metal di Milano. L'anno prossimo, come se non fosse successo niente, lommi e Butler torneranno alla corte di Ozzy (e Sharon) Osbourne sotto la denominazione originaria, mentre il piccolo, grande frontman americano riprenderà in mano le redini dei Dio. Che cosa ci rimarrà allora, in futuro, di questa estemporanea parentesi? Beh, innanzitutto un'antologia con tre canzoni inedite - The Dio Years' - e un disco/DVD live - 'Radio City Music Hall' - di assoluto valore. Poi, soprattutto, la consapevolezza di aver assistito di persona (o perlomeno da molto vicino!) alla straordinaria dimostrazione di classe, carisma e longevità del più storico e influente gruppo hard rock ed heavy metal di sempre. Non il più famoso, non il più venduto: attenzione, abbiamo detto "storico" e "influente". Ovviamente i Black Sabbath sono sia famosi che ricchi, grazie alle proprie vendite milionarie, ma sono soprattutto storici, per aver distorto per primi il rock-blues in maniera pesante come nessun altro e per averlo agghindato di nero, e influenti, per aver letteralmente costretto centinaia di musicisti di tutta la Terra a emulare o rielaborare quei loro incredibili giri di chitarra. La storia infinita del gruppo nato a Birmingham alla fine degli anni '60 continua ad appassionare grandi e piccini, garantendo peraltro al nostro genere musicale preferito un puntale e necessario ricambio generazionale. Passano i tempi, passano le mode, ma lo spettro dei Black Sabbath aleggia sempre e comunque su qualsiasi formazione che decida di cimentarsi in questo suono. Ronnie James Dio tutte queste cose le sa molto bene: anche per questo non ha esitato un secondo a mettere da parte il suo proverbiale ego e ad abbracciare l'entità Heaven And Hell con tutta la bravura e la grinta che ancora dispone, lui magnifico ultrasessantenne! Raggiunto telefonicamente negli Stati Uniti, il cantante di origine italiana parla di sé e dei musicisti con cui ha condiviso la sua eterna carriera con la consueta gentilezza e loquacità che quasi tutti gli addetti ai lavori gli riconoscono. E anche un pizzico di furba ruffianeria... che non guasta mai! Questa è la terza volta che tu, Tony lommi e Geezer Butler suonate assieme: la prima fu ai tempi di 'Heaven And Hell', 1980, e The Mob Rules', 1981, quando sostituisti Ozzy Osbourne, e la seconda fu nel '92, quando pubblicaste 'Dehumanizer' e, l'anno dopo, lasciasti di nuovo il posto al rientrante Tony Martin.
Qual è la più grande differenza fra quelle occasioni e gli Heaven And Hell?
La più grande differenza è che questa volta non esiste alcun tipo di pressione interna o esterna alla band: suoniamo esclusivamente per il piacere di farlo di fronte a una platea che non aspetta altro di ascoltarci e vederci! La gioia quindi è reciproca. Non che le altre volte non sia stato bello, ma al tempo stesso c'erano delle tensioni molto forti. Con 'Heaven And Hell' dovevamo dimostrare che i Black Sabbath non erano finiti con la separazione da Ozzy e che eravamo pronti ad affrontare un nuovo decennio sempre da protagonisti. Con 'Dehumanizer' c'era ancora più scetticismo, specie da parte della critica, perché nel frattempo la scena hard'n'heavy era cambiata in maniera drastica... Aggiungi case discografiche, manager e il nostro ego e otterrai un cocktail mica male. Questi sono i motivi per cui le mie due parentesi con i Black Sabbath sono durate relativamente poco: purtroppo sono un tipo molto determinato e testardo e, quando le cose non vengono fatte come vorrei, preferisco salutare tutti e andarmene per conto mio. Stavolta il piano è stato chiaro fin dall'inizio. Si sapeva che Ozzy sarebbe stato impegnato tutto l'anno da solista, ma Tony e Geezer non volevano rimanere fermi. Con lui, è ovvio che non possono suonare il materiale inciso con me. Era un peccato che canzoni così rimanessero chiuse nel cassetto per sempre. Me ne hanno parlato e l'idea mi è piaciuta. Mi ricordo che nel '93 dissi che non avrei mai più suonato con loro, ma devo ammettere di essermi sbagliato... In ogni caso, non è mai stata una questione d'amicizia o di rapporti personali: quelli sono sempre stati sereni, ve lo garantisco. Ho ritenuto così opportuno mettere da una parte per un po' gli impegni con i Dio e mi sono tuffato in questa avventura. Tutto ha funzionato a meraviglia fin dalla prima prova: i patti erano chiarissimi, avremmo inciso due pezzi inediti per la compilation 'The Dio Years', che poi sono diventati tre, e saremmo stati in tour per tutto il 2007, dopodiché ognuno sarebbe tornato ai suoi impegni precedenti. I Black Sabbath attuali sono una 'macchina' imponente e in un certo senso complicata da mettere in moto, ma non ho idea di quali siano i loro piani precisi per il 2008. Da parte mia, ho dei doveri da assolvere coi Dio nei confronti della nostra casa discografica e degli altri musicisti che suonano nel gruppo. Alla fine del ciclo di concerti già fissati, faremo bel un brindisi, ci stringeremo la mano e ci diremo 'arnvederci'...
Siete rimasti sorpresi dall'accoglienza calorosa che critica e pubblico hanno riservato agli Heaven And Hell? Non ci pare di aver letto o sentito una sola nota negativa nei vostri confronti, quest'anno...
"È naturale che questa cosa ci faccia molto piacere e ci renda davvero orgogliosi. Più che una sorpresa, che comunque all'inizio di questa avventura in parte c'è stata, è la riprova definitiva della bontà dell'idea che sta alla base degli Heaven And He//; quella di risuonare dal vivo e riportare all'attenzione del pubblico le grandi canzoni dei dischi che abbiamo inciso assieme. Certo, tutti conoscono 'Heaven And Meli', 'Neon Knights' o 'Chil-dren Of The Sea', spesso le ho anche proposte in concerto con i Dio, ma nel nostro repertorio ci sono tanti altri pezzi brillanti che non meritavano l'oblio e che abbiamo ripescato con immenso piacere: 'Voodoo', 'Falling Off The Edge Of The World', 'Die Young' e quelle di 'Dehumani-zer', sempre troppo sottovalutate. Ogni tanto mi chiedono dei consigli per i gruppi giovani... Beh, il mio consiglio è: cercate di comporre delle grandi canzoni perché senza quelle, alla lunga, non si va da nessuna parte! Oggi il mondo è pieno di virtuosi della chitarra, del basso o della batteria, non si può certo dire che non ci siano in giro delle persone di talento, ma poche band nuove riescono a costruirsi una storia lunga e duratura. Secondo me a volte si bruciano troppo in fretta, vedono la musica quasi solo come un'opportunità di carriera e di arricchimento economico e si dimenticano di lavorare sodo sulle basi... C'è una generazione o forse due di ragazzini appassionati di hard rock e di heavy metal che di certo hanno già sentito parlare dei Black Sabbath, ma magari non conoscono questi nostri vecchi brani. Non avrebbe senso se con gli Heaven And Hell suonassimo anche i classici dell'era con Ozzy come 'Paranoia' o 'Iron Man': Tony e Ceezer lo possono già fare con lui e loro stessi sono stati i primi ad ammettere che rivisitare il nostro vecchio materiale è stato molto gratificante. Idem per me: posso dire in tutta sincerità che sono rimasto stupefatto da loro due: sono diventati ancora più bravi di quanto ricordassi, Tony ha una padronanza del suo strumento che è ineguagliabile e Geezer è un martello ritmico con pochi pari, anche fra musicisti molto più giovani e in teoria più energici... Sul serio, non è uno scherzo o una frase di circostanza quando diciamo che queste tournée degli Heaven And Hell ci stanno regalando dei brividi inediti, sia dal punto di vista artistico che da quello umano. "
... e allora perché non portarla avanti, al posto di terminarla appena prima della fine dell'anno?
"Proprio per il motivo che ho spiegato prima: siamo tutti e quattro troppo vecchi (sorride, nda), anzi no esperti, per cedere alle lusinghe e imbarcarci in qualcosa che, in qualche modo, rovinerebbe la magia degli Heaven And Hell. Fare tour di mesi e mesi di fila oppure incidere un nuovo studio-album... No, non è quello che vogliamo fare, non è questo il senso del progetto. Non nascondo che, da quando abbiamo iniziato a esibirci, le offerte per suonare un po' ovunque nel mondo sono quasi piovute: ne sono arrivate persino più del previsto e ci offrirebbero delle cifre importanti, ma ne abbiamo accettate solo poche e selezionate. Loro il prossimo anno lavoreranno probabilmente al quarantesi-mo anniversario dei Black Sabbath, io invece inciderò la seconda e forse anche la terza parte del concepì 'Magica' coi Dio.
" Cosa ne pensi delle performance dei Black Sabbath degli ultimi anni, diciamo dalla reunion con Ozzy in poi, comprese le varie edizioni del-l'Ozzfest?
"Penso che la reunion con Ozzy abbia contribuito in maniera determinante a rinforzare il loro profilo commerciale, specie a livello mainstream. Negli ultimi anni, poi, lui è diventato un personaggio pubblico come mai lo era stato prima, grazie allo show in televisione, e i Black Sabbath ne hanno sicuramente giovato in termini di popolarità. Sharon Osbourne è stata bravissima a gestire tutta questa operazione da dietro le quinte. Non lo invidio per come è venuto fuori da 'Gli Osbournes', ma questo solo un mio punto di vista personale... Heaven And He// è qualcosa di diverso da tutto questo: nasce dall'amore per la musica, per la nostra musica, quella che abbiamo creato assieme in passato, e si rivolge a chi la ama, senza altre distrazioni, lo e Ozzy siamo sempre stati molto diversi: io più musicista, e quindi più vicino a Tony e Geezer, e lui più showman, più figura sopra le righe. "
Qual è la più grande lezione che hai imparato nella tua lunghissima carriera musicale?
"Beh, di lezioni ne ho imparate veramente tante e spesso ho dovuto correggere certi miei comportamenti e rivedere tante mie idee, ma penso che tutto ciò sia normale in fin dei conti. Le lezioni più memorabili e significative rimangono sempre quelle che ho ricevuto dai miei parenti, da bambino. I miei genitori erano di origine italiana e mi hanno tirato su in maniera 'old-school'... (sorride, nda) Sai, uno dei concetti principali dei loro insegnamenti era che, se sbagliavi, dovevi pagare. E così fare una marachella da piccolo, per me, significava poi automaticamente prendere delle sberle da mio padre! Non mi ha mai fatto male, ovvio, però così facendo mi ha inculcato il senso del dovere e della responsabilità. Oggi non è più così e questi metodi educativi sono considerati violenti e sbagliati, lo so... Ma ho qualche dubbio sui risultati: oggi il mondo è pieno di uomini infantili e poco responsabili, proprio perché sin da piccoli sono stati abitati a essere giustificati, a non essere puniti per i proprio errori e a dare sempre la colpa a qual-cun altro! Sono cresciuto nell'area attorno a New York e devo dire che, come in altre parti della East Coast, la gente aveva una grossa caratteristica in comune, cioè quella di darsi da fare e di non risparmiarsi mai per poter raggiungere i propri scopi e realizzare i propri sogni. E così ho fatto io. "
Quello che dici appare come una dichiarazione di umiltà, però spesso si legge di te come un personaggio con cui è difficile lavorare assieme (per esempio Vivian Campbell, ex chitarrista dei Dio e ora in forza ai Def Leppard, ha parlato in termini molto negativi di te, a livello umano). Come mai?
"Spesso sono sfato accusato di essere arrogante... Di sicuro, in genere, ho le idee molto chiare sulla musica che devo cantare e le difendo sempre in maniera strenua, ma non credo di essere ottuso. Altrimenti non sarei in giro da così tanto tempo e soprattutto non avrei suonato con personaggi di grande talento e personalità come Ritchie Blackmore e gli stessi Tony e Geezer! Vivian Campbell da anni va in giro dicendo delle cose molto brutte su di me: come minimo è un ingrato, farebbe meglio a starsene zitto. Nella mia carriera mi sono sempre sentito molto sicuro delle mie doti vocali, ma non penso di poter essere definito come un individuo presuntuoso. Sono un perfezionista e un gran lavoratore; questo a volte mi ha creato dei problemi con delle persone che dicevano di amare la musica ma non si impegnavano abbastanza e, cosi facendo, mancava di i rispetto anche loro. La gente è tutto: ti esibisci per chi paga il biglietto, altrimenti non sei proprio nessuno. Molti musicisti non appena riscuotono un minimo di successo se ne dimenticano, ma io sinceramente non l'ho mai fatto. Mi chiedo spesso come abbia fatto a mantenere integra la mia voce: semplice, mì sono sempre esercitato, ho condotto una vita regolare. Pretendo molto d stesso e, credetemì, sono un critico davvero implacabile nei miei confronti..."
Daniele
ha scritto:
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Dio: " Fare tour di mesi e mesi di fila oppure incidere un nuovo studio-album... No, non è quello che vogliamo fare, non è questo il senso del progetto" Forse questa intervista non è stata realizzata proprio nel mese di Novembre... |
