Geezer Butler, storico e inimitabile bassista dei Black Sabbath, nasce a Birminghan il 17 luglio del 1949.
Fin da giovanissimo inizia ad interessarsi alla musica e al basso in particolare: i suoi idoli sono il bassista degli Who John Entwistle e Jack Bruce dei Cream.
L’interesse per la musica lo spinge presto ad abbandonare gli studi di ragioneria.
Insieme a Ozzy Osbourne fonda la sua prima band, i “Rare Breed” (letteralmente “specie rara”) le cui sonorità sono riconducibili ad un rock blues ispirato ai Cream.
In seguito Butler e Osbourne si uniscono ai Mythology di Iommi e Ward e costituiscono il primo nucleo, denominato prima “Polka Tulk” poi “Earth”, dei futuri Black Sabbath.
Dal 1969 al 1983 Butler è membro fisso dei Black Sabbath, il cui nome viene scelto proprio da Butler, ispirandosi al film di Mario Bava "I tre volti della Paura"(1963).
Insieme a Tony Iommi, Butler è uno dei pilastri assoluti del gruppo: i suoi ipnotici giri di basso, uniti ai monolitici e terrificanti riff di Iommi, saranno il marchio di fabbrica del suono della band negli anni a venire.
Da sottolineare che Butler, oltre che bassista formidabile, è anche prolifico sonwriter: è principalmente lui a scrivere i testi più importanti del gruppo come “Black Sabbath”, “N.I.B” e “Wicked World”, brani nei quali è avvertibile un vistoso interesse di Butler per le novelle dello scrittore Dennis Wheatley e per le tematiche occulte in generale.
A testimonianza degli interessi occulti di Butler, nei primi anni di storia dei Black Sabbath, vi è un aneddoto quasi leggendario raccontato da lui: una notte, mentre dormiva, gli parve di veder davanti al suo letto una figura nera (la stessa che ispirerà l'artwork del primo disco) che lo spaventò a morte.
Uscito dai Sabbath nel 1984 Butler fonda un suo gruppo, denominato Geezer Butler Band.
Il gruppo esegue alcune serate (significativa quella al Marquee Club di Londra nel novembre del 1985) ma non registra nulla di ufficiale su disco.
Nel 1988 Butler entra nella band di Ozzy Osbourne, in occasione del tour successivo alla pubblicazione di “No Rest for the Wicked”, in seguito rientra nei Sabbath in occasione della reunion con Ronnie James Dio che porta alla realizzazione di “Dehumanizer” (1992).
Con la band Butler realizza anche l’ottimo “Cross Purposes” (1994) e il successivo “Cross Purposes live” (1995) in cui è notevole il contributo del bassista.
Nel 1995 Butler, torna a prestare il suo basso ad “Ozzmosis”, il nuovo disco di Ozzy.
Lo stesso anno Geezer ricostituisce la band (denominata ora G/Z/R) e pubblica il suo primo album solista intitolato “Plastic Planet”, il quale lo vede circondato da musicisti della nuova generazione metal.
Da segnalare la presenza del cantante dei Fear Factory Burton C.Bell e del batterista Dean Castronovo.
“Plastic Planet” (in cui Butler suona il basso e le tastiere) è un heavy rock moderno, sicuramente non malvagio, ma troppo vicino alle sonorità futuristiche dei Pantera e Fear Factory.
Fra i brani del disco si segnala “Giving Up The Ghost” che Butler dedica (in modo critico) a Tony Iommi.
Nel luglio del 1997 vede la luce il secondo lavoro “Black Science” nettamente inferiore al primo album.
Ma la notizia che molti attendono viene confermata qualche mese dopo con la reunion dei Black Sabbath nella formazione originale degli anni 70’.
Nel dicembre del 1997 il gruppo registra alcune serate al Nec di Birminghan da cui viene ricavato il doppio “Reunion”(1998), disco nel quale sono presenti due interessanti inediti (i primi dal 1978): “Psycho Man” e “Selling My Soul”.
La storia di Butler sarà in seguito quella dei Sabbath, i quali continueranno a fare concerti in giro per il mondo sempre nella line up originale.
Nel 2005 vede la luce il suo terzo lavoro solista, “Ohmwork”, fortemente intriso di suoni moderni e che stilisticamente non si discosta molto dai due precedenti.
Nel ottobre 2006 si ricostituisce la line up con Ronnie James Dio e Vinnie Appice, denominata per l’occasione “Heaven & Hell” .
La formazione si esibisce in alcune date e registra il “Live From Radio City Music Hall” (pubblicato nell’agosto 2007) mentre è atteso per il 27 aprile 2009 il nuovo album dal titolo “The Devil You Know”.
L’album è stato anticipato dal singolo “Bible Black” dove notevole è la prestazione di Butler: uno dei più grandi bassisti rock degli ultimi quarant’anni.
Curiosità: Butler è da sempre grande tifoso dell’Aston Villa di Birminghan, una delle squadre più blasonate della Premier League.
Fin da giovanissimo inizia ad interessarsi alla musica e al basso in particolare: i suoi idoli sono il bassista degli Who John Entwistle e Jack Bruce dei Cream.
L’interesse per la musica lo spinge presto ad abbandonare gli studi di ragioneria.
Insieme a Ozzy Osbourne fonda la sua prima band, i “Rare Breed” (letteralmente “specie rara”) le cui sonorità sono riconducibili ad un rock blues ispirato ai Cream.
In seguito Butler e Osbourne si uniscono ai Mythology di Iommi e Ward e costituiscono il primo nucleo, denominato prima “Polka Tulk” poi “Earth”, dei futuri Black Sabbath.
Dal 1969 al 1983 Butler è membro fisso dei Black Sabbath, il cui nome viene scelto proprio da Butler, ispirandosi al film di Mario Bava "I tre volti della Paura"(1963).
Insieme a Tony Iommi, Butler è uno dei pilastri assoluti del gruppo: i suoi ipnotici giri di basso, uniti ai monolitici e terrificanti riff di Iommi, saranno il marchio di fabbrica del suono della band negli anni a venire.
Da sottolineare che Butler, oltre che bassista formidabile, è anche prolifico sonwriter: è principalmente lui a scrivere i testi più importanti del gruppo come “Black Sabbath”, “N.I.B” e “Wicked World”, brani nei quali è avvertibile un vistoso interesse di Butler per le novelle dello scrittore Dennis Wheatley e per le tematiche occulte in generale.
A testimonianza degli interessi occulti di Butler, nei primi anni di storia dei Black Sabbath, vi è un aneddoto quasi leggendario raccontato da lui: una notte, mentre dormiva, gli parve di veder davanti al suo letto una figura nera (la stessa che ispirerà l'artwork del primo disco) che lo spaventò a morte.
Uscito dai Sabbath nel 1984 Butler fonda un suo gruppo, denominato Geezer Butler Band.
Il gruppo esegue alcune serate (significativa quella al Marquee Club di Londra nel novembre del 1985) ma non registra nulla di ufficiale su disco.
Nel 1988 Butler entra nella band di Ozzy Osbourne, in occasione del tour successivo alla pubblicazione di “No Rest for the Wicked”, in seguito rientra nei Sabbath in occasione della reunion con Ronnie James Dio che porta alla realizzazione di “Dehumanizer” (1992).
Con la band Butler realizza anche l’ottimo “Cross Purposes” (1994) e il successivo “Cross Purposes live” (1995) in cui è notevole il contributo del bassista.
Nel 1995 Butler, torna a prestare il suo basso ad “Ozzmosis”, il nuovo disco di Ozzy.
Lo stesso anno Geezer ricostituisce la band (denominata ora G/Z/R) e pubblica il suo primo album solista intitolato “Plastic Planet”, il quale lo vede circondato da musicisti della nuova generazione metal.
Da segnalare la presenza del cantante dei Fear Factory Burton C.Bell e del batterista Dean Castronovo.
“Plastic Planet” (in cui Butler suona il basso e le tastiere) è un heavy rock moderno, sicuramente non malvagio, ma troppo vicino alle sonorità futuristiche dei Pantera e Fear Factory.
Fra i brani del disco si segnala “Giving Up The Ghost” che Butler dedica (in modo critico) a Tony Iommi.
Nel luglio del 1997 vede la luce il secondo lavoro “Black Science” nettamente inferiore al primo album.
Ma la notizia che molti attendono viene confermata qualche mese dopo con la reunion dei Black Sabbath nella formazione originale degli anni 70’.
Nel dicembre del 1997 il gruppo registra alcune serate al Nec di Birminghan da cui viene ricavato il doppio “Reunion”(1998), disco nel quale sono presenti due interessanti inediti (i primi dal 1978): “Psycho Man” e “Selling My Soul”.
La storia di Butler sarà in seguito quella dei Sabbath, i quali continueranno a fare concerti in giro per il mondo sempre nella line up originale.
Nel 2005 vede la luce il suo terzo lavoro solista, “Ohmwork”, fortemente intriso di suoni moderni e che stilisticamente non si discosta molto dai due precedenti.
Nel ottobre 2006 si ricostituisce la line up con Ronnie James Dio e Vinnie Appice, denominata per l’occasione “Heaven & Hell” .
La formazione si esibisce in alcune date e registra il “Live From Radio City Music Hall” (pubblicato nell’agosto 2007) mentre è atteso per il 27 aprile 2009 il nuovo album dal titolo “The Devil You Know”.
L’album è stato anticipato dal singolo “Bible Black” dove notevole è la prestazione di Butler: uno dei più grandi bassisti rock degli ultimi quarant’anni.
Curiosità: Butler è da sempre grande tifoso dell’Aston Villa di Birminghan, una delle squadre più blasonate della Premier League.
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Commenti (3)
sigfrido
ha scritto:
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La canzone (stando a quello che ho trovato sul web) è una critica a Iommi per come quest'ultimo ha gestito, nel corso degli anni, il nome Black Sabbath, che in quel periodo toccano con "Forbidden" il punto più basso della loro trentennale carriera. |
bob
ha scritto:
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Grazie Luca per questo ottimo articolo! Non sapevo della dedica di Geezer a Tony! Mi incuriosisce il motivo... |
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